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Sabato 2 agosto si è svolta a Trieste in Via Sette Fontane la conferenza stampa per presentare il corteo che avrà luogo nella città giuliana il 15 settembre (partenza da P.zza Sant’Antonio alle ore 17:00), anniversario della formale istituzione del Territorio Libero di Trieste.

Circa una quarantina i presenti alla conferenza stampa, nella quale sono intervenuti i portavoce delle principali realtà promotrici della mobilitazione: Fronte della Primavera Triestina, Coordinamento No Green Pass e Oltre Trieste, Insieme Liberi, Alister, Multipopolare, Partito Comunista, Socit – Socialismo Italico.¹

L’intervento della nostra organizzazione, a cura di Giampiero Braida:

Ai compagni del Comitato 15 settembre, ai cari amici del Fronte della Primavera Triestina, non possiamo che dirci onorati di proseguire questa lotta con voi. Siamo consci che Trieste rappresenta ad oggi la punta di diamante del sionismo globale per la congiuntura imperialista all’interno del cosiddetto “trapezio eurasiatico”, formato dall’angolo europeo (Russia-Ucraina), dall’angolo medio-orientale (Israele-Palestina), dall’angolo nord-asiatico (le due Coree) e infine da quello est-asiatico (Cina-Taiwan). I quattro punti del trapezio sono le “zone calde” sulle quali la strategia angloamericana del Nuovo Impero Britannico (Stati Uniti, Inghilterra e Israele con l’aggiunta dell’intero complesso finanziario-industriale multinazionale) sta premendo, in modo da rompere la forza dei principali attori multipolari del mondo (Russia, Iran, Cina, Corea popolare). Trieste, in questo senso, si trova in una posizione estremamente strategica ma anche molto pericolosa: è posta infatti tra l’angolo est-europeo e quello medio orientale, diventando un bersaglio desideratissimo da parte del suddetto.

Non a caso l’assedio che si sta preparando alla città si compone di due iniziative principali: la TSI (Three Seas Initiative), un trimarium senza nazionalismo polacco concepito come una nuova cortina di ferro in salsa atlantista e russofoba, e l’IMEC, ossia la Nuova Via del Cotone, un progetto militare anti-iraniano e filosionista mascherato da contraltare economico alla Via della Seta cinese (pur non essendo ancora esistente). In questo caso Trieste si troverebbe ad essere uno snodo dei traffici portuali di armi verso la Russia, oltre ad avere un collegamento diretto con il porto israeliano di Haifa. L’obiettivo è consolidare il nuovo corso atlantista post-1989 e post-2003, in modo tale da creare una tenaglia marittima ad Occidente (per non parlare di quella orientale) in modo da spezzare definitivamente l’influenza iraniana sulla regione del Mashrek e calcare la mano sulla Russia, la quale attualmente gode di ottimi rapporti sia con cinesi sia con indiani (il consolidamento eurasiatico tanto temuto dagli albionici della Scuola di Mackinder). Trieste verrebbe dunque stritolata tra i subdoli interessi militaristici, capitalistici e imperialistici dei padroni inglesi, americani, israeliani e occidentali in generale. Il rischio sarebbe quello di depauperare una città con grandi possibilità di crescita e sviluppo, portandola invece ad essere un hub logistico per il sionismo e l’atlantismo, dunque invisa ai Paesi anti-imperialisti dall’Africa all’Asia.

Questo non può e non deve accadere.

Trieste deve ritornare ad essere smilitarizzata e neutrale, un territorio libero e non allineato a nessuna potenza mondiale, dotata di un porto franco che permetta scambi commerciali e culturali con i Paesi del Vicino Oriente, dell’Africa e dell’Eurasia tutta. Questo è nell’interesse non solo dei triestini, ma anche dei friulani, degli italiani e dei popoli europei tutti, perlomeno coloro che hanno interesse nel difendere la libertà e la sovranità come presupposti per una vera indipendenza nazionale.

L’Europa vera, quella che ha le sue radici nel Mediterraneo e nei Balcani, deve risvegliarsi e cominciare una lotta coordinata sotto il principio dell’autodeterminazione dei popoli verso l’associazione dell’Umanità sotto il segno della pace. I popoli, nelle loro nazioni o regioni, hanno il diritto a lottare contro il dominio economico-finanziario così come contro il sopruso militare-imperialista che li attanaglia. Sulla questione di Trieste non si può transigere: serve il territorio libero come punto di partenza per una rivolta regionale su scala euromediterranea, e l’Italia deve esserne pienamente coinvolta. Oltre a ciò non dobbiamo dimenticare però l’intersecazione che possiede oggi la questione della sovranità nazionale o dell’autonomia locale con la necessità di una risoluzione per questione sociale, male enorme della nostra società. Trieste ha perso lavoratori, industrie e tecnologie dal 1959 in poi, e il processo di deindustrializzazione ha così impoverito il porto e tolto lavoro a moltissime persone.

Si può pertanto seguire l’autodeterminazione solo se al contempo si prosegue passo dopo passo nella realizzazione di una vera giustizia sociale e di un sistema economico efficacemente funzionale agli interessi dei lavoratori.

Possiamo pertanto concludere che su Trieste va mantenuto il focus per la preparazione di ciò che sarà la rivoluzione obbligata nell’Italia di domani. L’esito di questa lotta sarà deciso ora e confermato nel futuro, pertanto la situazione nazionale italiana non può rimanere indifferente verso le conseguenze di tali fatti. Occorre essere vigili e organizzati, bisogna che il prossimo corteo del 15 settembre dia un messaggio a tutti coloro che tengono alle sorti del proprio Paese lontano da schemi bellicisti o neo-schiavisti.

Per questo noi, come militanti e sostenitori di Socialismo Italico, diamo il nostro pieno supporto all’iniziativa del “Comitato 15 settembre” e proseguiremo in questo cammino con gli sforzi necessari per realizzare col contributo di tutti un nuovo passo nella lotta internazionale contro il genocidio palestinese, il bellicismo imperante e l’egemonia del grande capitale.

Compagni e compagne, uniamoci sotto l’alabarda di Trieste e attacchiamo chi vuole la nostra sottomissione e la nostra umiliazione. Il futuro è dei popoli liberi, manteniamo la sovranità…Avanti tutta!

Dalla nota di Konrad Nobile (FPT) sulla conferenza stampa²:

Per quanto riguarda l’opposizione all’Imec, va segnalato che una delegazione del Fronte della Primavera Triestina, uno dei gruppi organizzatori del corteo del 15 settembre, si è recato recentemente a Marsiglia per presenziare ad una manifestazione che contestava il gemellaggio tra Marsiglia ed Haifa e il coinvolgimento anche del porto provenzale nella tratta americana, che dovrebbe collegare Europa ed India passando per Haifa. I punti d’approdo europei della famigerata Imec sarebbero infatti Trieste, Marsiglia e Atene.

Forse si sono gettate le basi per estendere e coordinare una mobilitazione su scala internazionale, nella quale si inserirebbe il corteo del 15 settembre.

Va poi ricordato che una Trieste integrata nella c.d. “Three Seas Initiative”/Trimarium (l’altra grande minaccia per la città) – ovvero un triangolo di ferro tracciato nel cuore dell’Europa tra i mari Baltico, Adriatico e Nero, in mano alla Nato – diverrebbe pure un centro utile a sostenere il fronte orientale della Nato contro la Russia, rendendo la città una vera roccaforte strategica nelle mani dei falchi americani e atlantisti.

Note

  1. https://comedonchisciotte.org/nuova-mobilitazione-indetta-a-trieste-per-il-15-settembre/
  2. Ibidem

Foto di Claudia Cernigoi