Di Sov

È arrivato inesorabile quel periodo in cui il mondo occidentale trattiene il fiato mentre gli USA decidono quale candidato governerà il paese per i prossimi 4 anni. Dopo aver visto il dibattito a caldo e a freddo, sono giunto a una conclusione: gli USA sono un paese per fossili! Nessuno dei due candidati è sotto gli ottant’anni e nessuno dei due ha una visione moderna e chiara del mondo. Partiamo dal candidato dei democratici, Joe Biden. Presidente uscente dopo quattro anni di presidenza, è un candidato davvero pessimo. La base di votanti, formata dalle forze progressiste all’interno dei democratici che lo hanno portato al governo, è ora completamente disgustata dal suo operato, in particolare per quanto riguarda il suo supporto per Israele. In questi quattro anni Biden non è riuscito a vincere una sola delle battaglie dei democratici che lo hanno portato al potere, qui elencate:

Roe v. Wade

Joe Biden ha fallito nel difendere questo giudizio della Corte Suprema che imponeva agli stati federali di permettere l’aborto nei loro territori. Questo giudizio è stato annullato dalla Corte Suprema (modificata sotto Trump), rendendo l’aborto una questione statale. In molti stati, l’aborto è diventato illegale con tutte le terribili conseguenze del caso. Questo duro colpo ha eroso il supporto della base progressista che aveva votato Biden proprio perché rendesse il giudizio Roe v. Wade legge.

Black Lives Matter

Uno dei movimenti che ha aiutato a portare Biden alla Casa Bianca è stato Black Lives Matter, nato dopo la morte dell’afroamericano George Floyd per protestare contro l’incessante abuso della polizia verso la comunità afroamericana. Biden, in tutti i suoi anni di presidenza, non solo non ha fatto niente per aiutare la comunità nera, ma ha anche aumentato i fondi alla polizia e la sua protezione sotto lo stato.

Cancellamento dei debiti degli studenti

Biden è stato eletto con la promessa di perdonare almeno parzialmente i debiti degli studenti americani per alleviare la crisi del mercato immobiliare e aiutare due generazioni di americani a trovare finalmente casa, lavoro e stabilità. In questo campo è tornato più volte sulla promessa, cancellando una quantità man mano minore di debiti fino a smettere completamente, una misura insufficiente né ad ottenere il supporto dei libertari e dei repubblicani di sinistra, né sufficiente a mantenere la lealtà degli studenti e neolaureati.

    Trump, invece, non ha cambiato nulla dalla sua vecchia campagna elettorale, eccetto un ancora maggiore supporto per Israele. Trump vuole ancora costruire il muro e “fare di nuovo l’America grande”, con “grande” ovviamente intende un grande tumore su tutto il globo con il ritorno dell’imperialismo americano e del mondo unipolare vigente fino a qualche anno fa.

    Insomma, due fossili imperialisti, ciarlatani e poco di buono, uno condannato e l’altro incapace di intendere e di volere, combattono per guidare il morente impero. Se la situazione non fosse così tragica, sarebbe estremamente comica. La politica americana è fatta letteralmente da fossili, con senatori vecchi quanto la guerra di Corea ancora al loro posto, mentre i giovani fanno fatica a entrare non solo nella politica ma nel mondo del lavoro. E quelli che ci riescono si trovano a lavorare con salari da fame e tasse altissime per mantenere i geriatrici gerarchi di Washington. Con la guerra alle porte, il Congresso USA si è assicurato anche di registrare preventivamente per la leva tutti i giovani dai 18 ai 26 anni.

    Questo dibattito ha mostrato tutto il malessere americano: una nazione incapace di andare avanti e di prendersi cura dei cittadini, con una classe politica sanguinaria e incapace allo stesso tempo, e una popolazione spaccata a metà tra chi disperatamente cerca un briciolo di giustizia e quieto vivere e chi vede il suo vicino come una minaccia e si riempie di patriottismo a stelle e strisce quando Israele ammazza i bambini nelle culle.

    Insomma, possiamo proclamare questo 4 luglio 2024 (momento di scrittura di questo articolo) che l’esperimento americano è fallito e che i valori, almeno teorici, della rivoluzione americana e dell’epoca post guerra civile sono morti e sepolti quanto John Brown e coloro che hanno cercato di difenderli. E proprio come John Brown, la loro anima marcia ancora, poiché nel ventre dell’impero qualcosa bolle in pentola al di là della politica senza via di scampo e al di là della falsa dicotomia democratici e repubblicani. Una vera onda rossa si sta alzando dagli abissi, con il partito socialista che si prepara a presentare il suo candidato in Georgia e una crescita generale di tutti i partiti comunisti USA (sfortunatamente anch’essi scissi come in Italia). Viene quindi da chiedersi se l’estinzione dei dinosauri politici non sia forse alle porte e se un movimento sociale non sia pronto a prendere le redini della situazione. Tuttavia, la speranza è il primo passo sulla strada del disappunto e analisi troppo ottimiste di quello che verrà dopo potrebbero trarre in inganno. Infatti, il movimento MAGA è ancora estremamente forte e popolare negli USA, e anzi si è solo radicalizzato e rinforzato nella sua prevalenza.

    Tornando al dibattito, è chiaro che Biden non può vincere e, salvo la sua prematura morte, i democratici non vogliono mettere altri nella corsa presidenziale. Ciò significa solo una cosa: la vittoria di Trump è inevitabile, ed è proprio ciò che i democratici vogliono. Trump, nella dicotomia democratici-repubblicani, esiste per forzare sulla popolazione cambiamenti estremamente impopolari e candidati papabili alla società per bene come Biden servono a cementarli e farli approvare da suddetta società. Di fatto, ad eccezione di una politica sull’esercito e la possibilità di reclute omosessuali al suo interno, nessuna delle grandi politiche di Trump è stata toccata, ma anzi sono state rafforzate. Prima tra tutte il muro, che non è un muro letterale, ma un muro di agenti del confine che, con cavalli, filo spinato e M16 militari (esiste una versione civile dell’M16, quindi la necessità di specificarlo), danno la caccia a chi osa cercare “il sogno americano” dal confine sud. Sogno che in ogni caso non riuscirebbero a trovare. Questo shift si può notare benissimo nei liberali americani, i quali urlavano alle gabbie al confine sud sotto Trump ma tacciono sotto Biden, nonostante quelle gabbie non si siano mai mosse.

    Buon 4 luglio.

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