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La delegazione da Beslan è stata accolta dal Centro Studi Eurasia Mediterraneo e da altre organizzazioni amiche, con tappe in più città italiane (Verona, Bologna, Firenze). Segue nota stampa riassuntiva a cura di Giovanni Amicarella per Come Don Chisciotte.

Come diceva qualcuno, la prima vittima in guerra è sempre la verità. Direi che la seconda vittima è sempre la diplomazia. L’Italia si trova in una situazione perniciosa, seppur l’opinione pubblica sia largamente schierata con la pace. Qualcuno non perde mai occasione per buttare benzina sul fuoco: l’altro, il nemico, va deumanizzato, reso bestia. Fioccano perciò polemiche e censure legate a iniziative, presentazioni e affini, volte a offrire un altro punto di vista rispetto a quello di regime. E non vi è peggior regime di quello che non ha gli attributi di definirsi apertamente tale.

Beslan è uno di quei luoghi che ha la sfortuna di diventare simbolo. Non si può certo definire una fortuna in questo caso. Era il 1° settembre 2004 quando, durante le fasi inaugurali dell’inizio dell’anno scolastico, un commando di terroristi fece irruzione nella Scuola n. 1 causando la morte di 334 persone, 186 dei quali bambini. Furono tre drammatici giorni durante i quali oltre mille persone furono tenute in ostaggio nella palestra della scuola fino al tragico epilogo del 3 settembre. Fu costruito un cimitero apposito per contenere la quasi totalità delle spoglie di chi non sopravvisse all’attacco. La “Città degli Angeli” è stato chiamato per via dei numerosi bambini sepolti.

 Dall’Italia non mancò un sostegno sincero, quello di un popolo che non fa mai mancare la vicinanza verso chi subisce1. Anche a livello istituzionale, a ricordarci di come venisse altamente considerata la Russia prima del 2022 anche da insospettabili, ad oggi, vomitatori di bile.

 Proprio nella Città degli Angeli dallo scorso 2 settembre è presente la Madonna di Beslan, una statua raffigurante appunto la Madonna, creata da artigiani italiani e donata alla comunità locale dagli Amici di Beslan, associazione che si occupa da tempo di organizzare iniziative di memoria e sensibilizzazione in Italia e all’estero, che conta al suo interno sia analisti geopolitici che figure più istituzionali2.

Il sindaco di Beslan Khariton Tatrov e il suo collaboratore consigliere comunale Irbek Kantemirov hanno avuto anche occasione in questi mesi di venire in Italia per partecipare a incontri con altre realtà amiche del territorio3, fra cui il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo. Nella scaletta, l’incontro con il sindaco Tommasi di Verona, l’incontro con il cardinale Zuppi a Bologna, la sottoscrizione di un memorandum contro il terrorismo a Bussolengo con il sindaco Roberto Brizzi e l’incontro, con conferenza stampa, a Firenze.4

Meta “ideale” della delegazione è stata la targa (o meglio, il punto in cui dovrebbe essere stata ricollocata, dove abbiamo ovviato con un A4) in memoria dei bambini coinvolti nella strage. La piazza in cui si trova è infatti dedicata a loro. Se inizialmente il sottoscritto aveva pensato a un atto vandalico, frutto del recente conflitto e della retorica per cui qualsiasi cosa di vagamente russo vada colpito, mi sono dovuto ricredere vedendo lo stato degli altri quattro angoli della piazza, privi di rivestimento allo stesso modo.

Qui il sindaco e il vicesindaco hanno rilasciato una breve dichiarazione video che verrà probabilmente ripubblicata in seguito, in merito all’importanza della delegazione e la memoria dei fatti avvenuti a Beslan.

La delegazione è poi proceduta verso Palazzo Vecchio, alla Sala Macconi, in cui una breve conferenza stampa ha delineato ulteriormente obiettivi e finalità della giornata: stringere nuovi legami internazionali che rafforzino ulteriormente la vocazione di mediazione e amicizia internazionale che, seppur sopita dai recenti eventi internazionali, ha sempre contraddistinto la città di Firenze. Riportando la nota ufficiale:

 “La tappa è parte di un viaggio istituzionale in Italia, che lo vedrà effettuare incontri con altri Sindaci ed Istituzioni in alcune regioni d’Italia nonché nella Capitale.

La Città di Beslan nel 2004 subì uno dei più cruenti attacchi terroristici dell’epoca moderna.

Il 1° settembre, tradizionale giornata inaugurale dell’anno scolastico alla presenza di alunni, maestre, genitori, personale scolastico, parenti, autorità locali, un commando di terroristi fece irruzione nella Scuola n. 1 causando la morte di 334 persone, 186 dei quali bambini.

Oltre mille persone furono tenute in ostaggio per tre drammatici giorni nella palestra della scuola fino al tragico epilogo del 3 settembre.

Nelle settimane successive un apposito cimitero fu costruito per contenere la quasi totalità delle spoglie di coloro che non sopravvissero all’attacco.

La “Città degli Angeli” è stato chiamato per via dei numerosi bambini ivi sepolti.

La Città di Firenze ha fin da subito manifestato solidarietà e vicinanza alla Città di Beslan. Già nel seguente mese di ottobre la Giunta Dominici dedicò il piazzale che volge all’ingresso principale della Fortezza da Basso ai Bambini ed alle Bambine di Beslan, vittime della strage della scuola Scuola n. 1.

Il sostegno morale immediato della Città di Firenze costituì un fatto molto positivo, ancora oggi ricordato con riconoscenza dalla Città di Beslan, perciò la visita del Sindaco Khariton Tatrov, assume un grande significato come pure un passo avanti nello sviluppo di positive e sempre più solide relazioni ed amicizia fra popoli e Città diverse per storia, costumi, cultura.

In questo quadro, provando a riallacciare quel sentimento espresso all’epoca dei fatti e mantenuto sempre in essere dalla comunità fiorentina, il Sindaco Khariton Tatrov ha rilanciato la necessità di rapporti di amicizia e di pace, sulla scia dell’impegno di Giorgio La Pira, l’amato Sindaco che aveva fatto di Firenze appunto “una città della pace”.

 Infatti, la Città di Firenze, fin dagli anni ’50, grazie al pensiero e all’azione del Sindaco Giorgio La Pira, ha aperto e promosso incontri e colloqui per la promozione della pace e della comprensione fra i popoli, (tra questi ricordiamo che Firenze per prima in Europa invitò una municipalità della Repubblica Popolare Cinese). Su questa strada riconosciamo la vocazione del Comune di Firenze nello sviluppo delle relazioni internazionali, identificando Firenze come città di distensione e dialogo fra i popoli.”

“Il Sindaco di Beslan è tornato oggi a Firenze, insieme al Vicesindaco della sua Città, permettendo a Palazzo Vecchio di rinnovare l’attenzione per la strage del 2004, in ricordo della quale è stata intitolata una piazza “alle bambine e ai bambini di Beslan” ha affermato Dmitrij Palagi (SPC) “Ringraziamo il Presidente del Consiglio Comunale per aver accolto in Sala Macconi la delegazione e per aver ricordato l’importanza degli enti locali nei rapporti di pace tra i popoli. In tempi di violenza e sopraffazione, è fondamentale avere cura dei principi fondamentali di umanità.”5

 La tappa fiorentina è poi proseguita con convivialità, scambio di idee e di proposte sul da farsi, per proseguire l’apertura di questo spiraglio di dialogo. Un’idea lanciata, e che spero si riesca a concretizzare, è una decisamente simbolica delegazione di studenti a Beslan. Un’ulteriore passo dell’organizzazione tangibile di un’alternativa al mondo unipolare, passo dopo passo.

 Note e approfondimenti:

1 – https://www.cese-m.eu/cesem/2024/12/nel-ventennale-della-strage-le-madri-ed-il-sindaco-di-beslan-in-italia-per-una-serie-di-incontri/

 

2 – https://www.cese-m.eu/cesem/2025/09/gli-amici-italiani-di-beslan-inaugurano-nella-cittadina-osseta-una-statua-della-madonna/

 

3 – https://comedonchisciotte.org/il-sindaco-di-beslan-in-visita-in-italia/

 

4 – https://www.cese-m.eu/cesem/2025/12/reportage-un-filo-rosso-tra-firenze-e-beslan-visita-del-sindaco-khariton-tatrov/

 

5 – https://www.okfirenze.com/articolo/firenze-sindaco-beslan-2025_98981