Numerose le persone presenti che hanno assistito all’evento “Trieste, ponte culturale tra Europa e Cina”, promosso dal CeSEM (Centro Studi Eurasia e Mediterraneo) e con la presenza del Console Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, Zhang Chenggang. Una sala piena e un pubblico attento hanno accolto con forte interesse gli interventi della giornata.
Oltre al Console che ha voluto sottolineare come Trieste possa assumere “un ruolo sempre più importante come punto di collegamento strategico” tra Europa e Cina, grazie alla sua vocazione internazionale e al suo porto, nodo cruciale per merci e scambi commerciali, sono intervenuti anche Stefano Vernole Vice Presidente del CeSEM e Maria Morigi sempre del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
Vernole ha evidenziato che: “Senza una partnership strategica con la Cina, l’Unione Europea non diverrà un soggetto geopolitico autonomo, non risulterà attrattiva, rimarrà subordinata agli USA e rischierà di frantumarsi”.
Mentre Maria Morigi ha ricordato che l’appuntamento rientra in un programma di lungo termine dedicato al rapporto Europa-Cina: “Approfondimenti che non riguardano politica o schieramenti, ma che puntano semplicemente a dialogare, dopo anni di silenzio, sulle prospettive possibili di collaborazione, senza polemiche e senza pregiudizi.”
In chiusura, Deganutti ha parlato del possibile rilancio del porto di Trieste all’interno dei progetti BRICS, dell’importanza di attrarre capitali e tecnologia cinesi per potenziare la logistica portuale e la filiera energetica è dell’ostruzionismo nord americano.
Il numeroso pubblico presente ha confermato l’interesse crescente verso un dialogo costruttivo e aperto tra le due aree del mondo.

DISCORSO DI S.E. Console Generale della Repubblica Popolare Cinese in Milano Zhang Chenggang

Per gentile concessione del Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano.
“Gentili studiosi, cari amici, Signore e Signori,
buon pomeriggio a tutti!
È un grande piacere essere qui, nella splendida Trieste, per partecipare a l’evento «Trieste, ponte culturale tra Europa e Cina».
Vorrei innanzitutto, ringraziare l’organizzatore CeSEM e rivolgere un sincero saluto a tutti gli amici che da tempo seguono con attenzione la Cina e si impegnano a promuovere gli scambi e la comprensione reciproca tra Cina e Italia.
“Ponte” è la parola chiave d’oggi.
Trieste è una città che, per sua stessa natura, è nata per fare da ponte. Affacciata sul Mare Adriatico, svolge da sempre un ruolo fondamentale nel mettere in relazione il Mediterraneo, l’Europa e l’Asia.
Oggi, parlando della Cina e dell’Europa proprio qui, a Trieste, credo che non stiamo parlando soltanto di un porto o di una rotta commerciale.
Dalle antiche vie della seta alle attuali catene globali del valore e di approvvigionamento; dalla cooperazione economica e commerciale alle sfide che tutti dobbiamo affrontare, come il cambiamento climatico, i legami tra Paesi e civiltà diverse sono oggi più stretti che mai.
E proprio in un mondo così interconnesso, abbiamo ancora più bisogno di costruire ponti di dialogo e di trovare un terreno comune per la cooperazione.
In fondo, la domanda che ci troviamo davanti è una sola: come possiamo trasformare i nostri interessi comuni in opportunità di sviluppo condiviso?
Nel settembre dello scorso anno, di fronte ai profondi cambiamenti mondiali e al crescente deficit di governance globale, il Presidente Xi Jinping ha proposto la Iniziativa per la Governance Globale, basata su cinque principi: il rispetto dell’uguaglianza sovrana, il rispetto dello Stato di diritto internazionale, la promozione del multilateralismo, un approccio incentrato sulle persone e un forte orientamento all’azione.
A un anno di distanza, possiamo vedere che l’Iniziativa ha già ricevuto il sostegno e l’apprezzamento di quasi 160 Paesi e organizzazioni internazionali, mentre più di 60 Paesi fanno già parte del Gruppo degli amici dell’Iniziativa presso l’ONU. Nel giugno di quest’anno, la Cina ha pubblicato il Libro bianco dal titolo «Costruire un sistema di governance globale più giusto ed equo: le idee, le iniziative e le azioni della Cina». Inoltre, sono state istituite in Cina la International Organization for Mediation, la World Data Organization e la World Artificial Intelligence Cooperation Organization; e la Cina ha annunciato nuovi obiettivi nazionali per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.
Questi passi dimostrano che l’Iniziativa per la governance globale sta passando dalle idee ai fatti e che, da proposta della Cina, sta diventando sempre più un percorso al quale la comunità internazionale può contribuire insieme.
Proprio come quando parliamo di un porto, di una rotta commerciale o di un progetto di tutela ambientale, anche la governance globale, alla fine, deve tradursi in risultati concreti: pace, sviluppo, sicurezza e prosperità che le persone possano vedere e sentire nella propria vita.
Oggi, le tensioni geopolitiche, la crescita del protezionismo stanno creando nuove incertezze per la logistica internazionale e per la cooperazione economica globale.
Per questo, mantenere rapporti economici e commerciali stabili ed equilibrati tra Cina ed Europa è più importante che mai.
La Cina ha un mercato di dimensioni straordinarie, una filiera industriale completa e una capacità di innovazione tecnologica in continua crescita.
L’Europa ha grandi punti di forza nella manifattura di alta gamma, nelle tecnologie avanzate, nei marchi, nel design e nei servizi professionali.
Dallo scorso anno, gli scambi commerciali tra la Cina e i Paesi europei hanno superato i mille miliardi di dollari. Più di due milioni di turisti europei hanno viaggiato in Cina godendo dell’esenzione dal visto. Molti leader europei hanno visitato la Cina ed è stata raggiunta una serie di nuovi accordi di cooperazione.
Tutto questo dimostra che i rapporti economici e commerciali tra Cina ed Europa si basano sulla complementarità, sui vantaggi reciproci e sul mutuo beneficio. L’interdipendenza non è un rischio. L’intreccio dei nostri interessi non è una minaccia.
Cina ed Europa dovrebbero continuare ad aprire i rispettivi mercati, sostenere gli investimenti reciproci e fare in modo che la concorrenza si svolga sulla base di regole eque e trasparenti. In questo modo potremo favorire una crescita più equilibrata del commercio e degli investimenti tra le due parti.
Ci auguriamo che Trieste, insieme agli altri porti europei, possa continuare a valorizzare la propria posizione strategica e a svolgere il ruolo di un importante ponte per gli scambi economici e commerciali e per la mobilità delle persone tra Cina e Europa.
Ci auguriamo inoltre che gli amici italiani possano guardare alla Cina con uno sguardo sempre più aperto, obiettivo e completo.
E vorrei rivolgere a tutti voi l’invito di approfittare della politica di esenzione dal visto e di andare a vedere di persona la Cina, nella sua autenticità, vitalità e bellezza.
I porti e le rotte collegano i mercati mentre la comprensione e la fiducia collegano le persone.
Costruiamo insieme un ponte di amicizia tra Cina ed Europa che sia sempre più solido e che ci porti sempre più lontano.
Grazie a tutti!”
