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Il conflitto con l’Iran si sta intensificando, con l’amministrazione Trump che cerca disperatamente di mantenere un atteggiamento impassibile mentre le vittime e le perdite americane iniziano ad aumentare. Di Simplicius, scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Il grande shock di oggi è arrivato quando non uno, non due, ma ben tre caccia americani F-15E sono stati misteriosamente abbattuti sopra il Kuwait. Da notare che il rapporto ufficiale dell’esercito americano ammette che gli aerei iraniani li avevano attaccati in un momento in cui la “superiorità aerea” [americana] avrebbe dovuto essere stata stabilita da tempo:

Ma non tutti sono convinti che si sia trattato di incidenti causati da “fuoco amico”. L’Iran ha annunciato di aver abbattuto ii velivoli, il che è quantomeno plausibile dato che il Kuwait si trova ben entro la portata dei missili a lungo raggio S-300.

Ci sono anche ipotesi logiche secondo cui l’Iran avrebbe ricevuto dalla Russia i droni Geran e Shaed più avanzati, dotati di missili aria-aria, che hanno la capacità di abbattere i velivoli che li inseguono, come la Russia ha ormai dimostrato in modo verificabile contro una serie di mezzi aerei ucraini. È impossibile saperlo con certezza, ma parlare di fuoco amico contro tre velivoli uno dopo l’altro mette a dura prova la credibilità.

Detto questo, se si trattasse di fuoco amico, potremmo ricordare come l’Occidente aveva deriso e ridicolizzato la Russia per la sua presunta mancanza di sistemi IFF (Identify Friend Foe), quando le difese aeree russe avevano occasionalmente abbattuto i propri velivoli in spazi aerei altamente contesi. Ma nemmeno la Russia è mai riuscita a umiliarsi con tre abbattimenti di velivoli di punta nella stessa ora, figuriamoci nello stesso giorno. È chiaro che, ancora una volta, tutto ciò per cui l’Occidente ha deriso la Russia negli ultimi anni risulta difficile da realizzare per lo stesso Occidente in condizioni di guerra reale.

Ricordiamo quanto fossero considerati superiori i sistemi IFF degli Stati Uniti, ora improvvisamente si passa rapidamente a dire: “Beh, abbiamo sempre saputo che l’IFF non era affidabile…“.

Successivamente è giunta la notizia che le vittime tra i soldati statunitensi stanno aumentando, con sei membri del personale americano confermati morti e altri feriti.

I funzionari iraniani sostengono che finora le vittime statunitensi sarebbero oltre 650, compresi i feriti. A prima vista potrebbe sembrare un’esagerazione, ma ricordiamo che, secondo fonti ufficiali statunitensi, “decine” di soldati americani erano rimasti feriti con “gravi traumi cerebrali” dopo che l’Iran aveva sferrato un attacco minore e isolato contro le basi statunitensi in seguito all’uccisione di Soleimani.

Quindi perché sarebbe incredibile che le “decine” di vittime possano trasformarsi in centinaia, dato che gli attuali attacchi dell’Iran sono di gran lunga più devastanti?

La CNN riferisce:

I primi caduti delle forze armate statunitensi nel conflitto con l’Iran si sono avuti in un attacco diretto iraniano contro un centro operativo improvvisato in un porto civile in Kuwait domenica mattina, ora locale, secondo quanto riferito alla CNN da una fonte vicina alla vicenda.

La fonte ha affermato che l’attacco è avvenuto poco dopo le 9 del mattino, colpendo direttamente una roulotte tripla utilizzata come ufficio. Non ci sono state sirene di allarme. Alcune parti dell’edificio continuavano a bruciare ore dopo.

Inoltre, sono stati causati gravi danni alle risorse americane in tutta la regione. La base statunitense in Bahrein, sede della Quinta Flotta degli Stati Uniti, ha subito danni ingenti secondo le immagini satellitari ottenute dal NYT:

Le immagini satellitari del 1° marzo, esaminate dal New York Times, mostrano gravi danni alla Naval Support Activity di Bahrain, sede della Quinta Flotta degli Stati Uniti, dopo i continui attacchi di missili e droni iraniani.

Il radome bianco dell’uplink satellitare che vedete sulla mappa sopra è lo stesso che era stato colpito dai droni Shahed iraniani nel video di ieri:

Si noti che le risorse statunitensi sembrano completamente indifese e incapaci di affrontare anche solo una leggera saturazione di droni, come testimoniato in un altro video in cui gli Shahed smantellano con calma un’altra base regionale statunitense sotto lo sguardo impotente e scioccato delle truppe americane:

L’altro aspetto interessante emerso dal conflitto è l’ammissione da parte dell’Iran che l’apparato militare statale è entrato in una sorta di modalità di sopravvivenza bellica generalizzata, in cui vari comandanti militari regionali hanno il compito di rispondere in modo autonomo e svincolati da un comando centrale. Ciò è stato ammesso anche dal ministro degli Esteri iraniano Araghchi, quando è sembrato rammaricarsi per alcuni obiettivi che l’Iran aveva colpito perché non erano stati scelti da un’autorità centrale, ma piuttosto da comandanti isolati, potenzialmente anche ribelli.

“Le nostre unità militari sono ora, di fatto, indipendenti e in qualche modo isolate, e agiscono sulla base di istruzioni generali fornite loro in anticipo.” – Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi

🐻 Traduzione dal linguaggio diplomatico al linguaggio normale:

“Beh… la Coalizione Epstein ha ucciso il nostro leader, quindi ora l’esercito fa praticamente quello che vuole.”

Certo, egli afferma che questi comandanti “indipendenti” ricevono una sorta di serie di istruzioni generali, ma sembrano avere un certo margine di manovra nelle loro decisioni. Ciò è simile ai comandanti dei sottomarini durante la Guerra Fredda, che potevano essere dispiegati per lunghi periodi di tempo e completamente isolati dalle comunicazioni sotto l’oceano e ricevevano una serie di istruzioni insieme ad una “discrezionalità” altamente rischiosa per agire secondo la loro coscienza, magari in caso di scontro nucleare.

Big Serge commenta i pro e i contro di una tale strategia:

È una guerra molto strana.

L’Iran si è preparato agli attacchi decapitanti autorizzando preventivamente i comandanti sul campo a reagire a loro discrezione. Il ministro degli Esteri iraniano ha ammesso che al momento le unità militari sono per lo più fuori dalla catena di comando. In un certo senso, l’Iran si è trasformato in una bomba gigante, pronta ad esplodere quando viene colpita. L’esercito iraniano ha ora la massima libertà nell’uso delle armi, il che rende difficile coordinare o sferrare attacchi concertati. Questo lo rende anche imprevedibile e difficile da controllare.

D’altra parte, gli Stati Uniti perseguono obiettivi bellici contraddittori. La Casa Bianca sembra voler negoziare, ma la decapitazione non lascia nessuno che abbia chiaramente il potere di negoziare. Visto che l’esercito iraniano sta praticamente svuotando il caricatore senza una direzione centrale, non è nemmeno chiaro se l’Iran potrebbe attuare un cessate il fuoco, anche se lo volesse. Trump ha detto esplicitamente che le persone che si aspettavano prendessero il comando a Teheran ora sono morte.

È tutto un insieme di fattori che portano al massimo caos con pochi freni. Gli Stati Uniti devono impegnarsi in un gioco di forza fino a quando la capacità di attacco dell’Iran non sarà completamente compromessa, oppure fino a quando Teheran non riaffermerà il controllo centrale e potrà sottostare ad una sorta di cessate il fuoco negoziato. Quest’ultima ipotesi non sembra probabile, perché gli Stati Uniti stanno sistematicamente compromettendo il comando e il controllo iraniani.

Diverse fonti hanno ora indicato che l’Iran ha rifiutato varie offerte di cessate il fuoco e sembra intenzionato ad andare fino in fondo, almeno fino a quando non sarà stato versato abbastanza sangue da soddisfare la sete di vendetta degli iraniani.

Uno scrittore e docente di Islam chiarisce la questione:

Per comprendere il significato dell’assassinio di Khamenei e perché sia stato un errore così catastrofico per gli Stati Uniti, considerate quanto segue:

L’Iran non ha mai avuto un leader supremo martirizzato. (Khomeini era morto per un attacco di cuore.) Il fatto che il leader della Repubblica Islamica sia stato martirizzato dal Grande Satana è perfettamente in linea con la sua immagine.

Inoltre, Khamenei è stato ucciso durante il Ramadan, lo stesso mese di Ali, il primo imam dello sciismo.

È stato ucciso insieme alla sua famiglia, cosa che gli sciiti considerano parallela al martirio di Husayn e della sua famiglia a Karbala.

Questo porta Khamenei e la legittimità della Repubblica Islamica a livelli record agli occhi degli sciiti di tutto il mondo e, sempre più, dei sunniti.

Trump ha commesso questo incredibile errore perché ha obbedito a Netanyahu e ha adottato la strategia israeliana di uccidere tutti e tutto.

L’ultima parte ci porta alla tempesta che è scoppiata all’inizio della giornata dopo l’ammissione da parte di diverse figure di spicco degli Stati Uniti, tra cui Marco Rubio e Mike Johnson, che gli Stati Uniti sono stati essenzialmente ricattati da Israele per entrare in guerra.

Fonte

Mike Johnson ha spiegato:

“Israele era determinato ad agire in difesa propria, con o senza il nostro aiuto… Poiché Israele era determinato ad agire, con o senza gli Stati Uniti, il nostro comandante in capo ha dovuto prendere una decisione molto difficile…”

Il NYT riporta l’incredibile affermazione secondo cui Trump avrebbe detto a Tucker Carlson di non avere “altra scelta” se non quella di attaccare l’Iran:

Fonte

Vi sembra il comportamento di una nazione sovrana?

Infatti, il senatore Mark Warner lo ha affermato espressamente oggi: se ora gli Stati Uniti equiparano le minacce imminenti a Israele come minacce agli Stati Uniti, allora “ci troviamo in un territorio inesplorato”.

Purtroppo, il signor Warner sembra ignorare il fatto che gli Stati Uniti si trovano già da molti decenni in questo “territorio”. Ma l’ultima debacle rappresenta chiaramente un nuovo risveglio delle masse sul pericolo che lo Stato canaglia di Israele rappresenta per gli Stati Uniti. Con l’aumento delle vittime tra le truppe statunitensi, cresce la rabbia intorno alla questione di cosa stiano facendo gli Stati Uniti in un’altra guerra combattuta per una potenza straniera ostile.

Kamil Galeev osserva giustamente:

Considerando che il sostegno a Israele sta diminuendo, la loro influenza politica negli Stati Uniti scadrà entro un decennio circa. Israele, quindi, ha tutti i motivi per perseguire la linea d’azione più radicale, come se non ci fosse un domani.

Ha centrato il punto. Come ho già scritto più volte in questa sede, Israele considera questo periodo come una battaglia finale escatologica perché le tendenze demografiche e socio-culturali stanno cambiando in modo catastrofico a sfavore di Israele.

Ripeterò la tesi centrale di ciò che ho scritto qui in precedenza per riassumere:

1. Israele sta perdendo la guerra demografica, essendo ampiamente superato in termini di popolazione dai palestinesi e dagli altri vicini musulmani.

2. Israele sta perdendo la presa politica e culturale sugli Stati Uniti, poiché la generazione dei baby boomer, sottoposta al lavaggio del cervello “giudaico-cristiano”, sta lentamente scomparendo e l’ultima generazione non ha più motivo di apprezzare la presunzione che “Israele è il nostro più grande alleato”.

3. Israele sta perdendo il suo vantaggio tecnologico. Con l’avvento e la proliferazione di tecnologie moderne a basso costo anche gruppi di resistenza eterogenei come Hamas, Houthi, Hezbollah, ecc. hanno accesso a informazioni satellitari, intelligenza artificiale, droni economici che forniscono capacità ISR ed altre capacità essenziali che consentono loro di combattere ben al di sopra delle loro possibilità contro l’IDF.

4. Israele sta perdendo la guerra dell’informazione e della propaganda a causa della diffusione dei moderni social media, dell’ubiquità delle telecamere, ecc., che portano ad un flusso mediatico inarrestabile che stimola una grande “presa di coscienza” che è impossibile per l’AIPAC, l’ADL, ecc. frenare completamente.

Tutti questi sviluppi combinati significano che i pianificatori israeliani vedono il destino incombere, ovvero il fatto che Israele sta precipitando verso una crisi esistenziale in seguito alla quale perderà la sua capacità di difendersi dai nemici in un futuro non troppo lontano, probabilmente nel periodo 2030-2040. Pertanto, hanno deciso che l’unico modo per preservare l’esistenza di Israele è quello di andare “o la va o la spacca” con una serie di escalation disperate iniziate con il false flag del 7 ottobre, progettato per entrare in un periodo prolungato di guerra totale per distruggere una volta per tutte tutte le minacce ad Israele e aprire la strada alla creazione finale del Grande Israele in tutto il Medio Oriente.

Questo dilemma si riflette ora in alcuni recenti filmati che mostrano varie figure in tutto Israele invocare nuovamente l’aspetto escatologico di questo ultimo conflitto iraniano, con lo stesso Netanyahu che, in precedenza, aveva già usato il messaggio in codice di Amalek.

“Maledetto Khamenei Amalek”

La Hesder Yeshiva di Acre celebra la morte di Khamenei

La CNN, che presto passerà sotto il controllo dell’ultra-sionista Larry Ellison se l’ultima acquisizione della Paramount andrà in porto, ha pubblicato questo articolo all’inizio degli attacchi contro l’Iran:

Fonte

La cripto-teocrazia israeliana sta chiaramente combattendo questa battaglia come un Armageddon escatologico finale contro “Amalek”, che, secondo, lei culminerà nella sua capacità di costruire il Terzo Tempio e adempiere a tutte le profezie messianiche, almeno secondo le visioni deliranti di Netanyahu e del suo clan di fanatici squilibrati.

Per Israele è ora o mai più: se non si assicura il futuro distruggendo i suoi nemici una volta per tutte, le sue prospettive diminuiranno ogni anno in base alla legge dell’inverso del quadrato.

Da 2025:

Fonte

Sulla scia dell’uccisione di Khamenei circolano alcune voci non confermate secondo cui egli soffriva di cancro e gli restava comunque solo un anno di vita, il che, se fosse vero, spiegherebbe la sua scelta di non cercare un “rifugio sicuro” e di lasciarsi essenzialmente martirizzare.

Dopo la sua morte, alcune foto hanno rivelato le umili dimore finali della Guida Suprema – da Thomas Keith:

Queste sono le foto della casa del Leader della Rivoluzione, Sayyid Ali Khamenei, rese pubbliche solo dopo il suo martirio e dopo che la sua residenza era stata presa di mira. La semplicità dello spazio è esattamente ciò che i suoi seguaci hanno sempre descritto, una vita ridotta alla sua essenza, vissuta al servizio di Allah.

Confrontate i suoi valori con quelli del clan di miliardari devianti che lo hanno perseguitato e che ora cercano di soggiogare la sua nazione.

Patrimoni netti secondo Forbes:

…. e molti altri.

Una dedica appropriata per concludere:

«La mia vita ha poco valore. Ho un corpo disabile. Ho un po’ di dignità che tu stesso mi hai dato. Metto tutto questo in gioco. Sono pronto a sacrificare tutto per il bene di questa rivoluzione e dell’Islam».